Costumi

Ogni ruolo da interpretare veniva da Titta Ruffo accuratamente studiato e a questo proposito Giovanni Bore scriveva: “Consulta i dipinti dei grandi maestri per trovarne le giuste espressioni, fa eseguire i suoi costumi con assoluto rigore storico, studia le truccature, gli atteggiamenti senza nulla trascurare”.

È significativo che per personalizzare l’interpretazione del personaggio considerasse il libretto dell’opera solo come una traccia e risalisse sempre al testo originario.

[D. Liburdi, Titta Ruffo. I costumi teatrali (a cura di M. Burresi), Pisa, Teatro di Pisa, Pacini, 1993]

 

La collezione di oltre quaranta costumi cuciti tra il 1898 e il 1931, restaurati e completi di tutti gli accessori (mantelli, parrucche, gioielli, armi bianche), sono esposti, a rotazione, presso il Teatro Verdi di Pisa, Fondo Titta Ruffo.

 

Foto: Università degli studi di Pisa, Dipartimento di storia delle arti.